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dalla raccolta "LUCI VAGANTI" - 2

 

  Cielo stellato

  

 

Sale lo smog della civiltà
e delle stelle nasconde
il lor splendore.
Oh! Cielo stellato
perché t'hanno nascosto?
Insondabili abissi
nell'immensità
dove l'uomo scandaglia
il suo pensiero.
Millenni che passano
e l'universo imperturbabile
si rinnova.
Magnifiche notti ricordo
dove le stelle come piccoli cuori
palpitavano.
La tua mano nella mia,
una scia luminosa
cercavamo
per un nostro desiderio
formulare.
I tuoi capelli, il tuo viso
accarezzavo.
Sopito i l desiderio era...
e l'anime nostre unite
vibravano
per tutto quell'incanto.
Sotto i l tremolio degli astri
come una dolce visione
m'apparivi.
Di stelle eri vestita
di luce bianca misteriosa
come una figura irreale
da un lontano pianeta
ivi venuta.
La tua fronte riverente ti baciai
e veramente felice mi sentii.
Nei ghiacciai eterni,
altitudini
dove musica è i l silenzio,
colle sue pure fiammelle i l cielo
risplende.
Così fragile e bella ti ricordo
con quel riverbero stellato
che con nostalgia e rimpianto
non rivedrò.
Dire avrei voluto in quella notte
intensamente
d'un grande Poeta le parole
al fuggente attimo
« Arrestati
Sei bello »!
 

 

 

     Il  fiore 

 

 

Un piccolo fiore ho trovato
sul selciato.
È striminzito, pallido,
un poco appassito.
A casa l'ho portato
e dentro un vaso
l'ho fatto rinfrescare
con acqua limpida.
S'è ripreso ergendo lo stelo
e la corolla rosa.
« Oh piccolo garofano
chi t'ha gettato via?
Con tanta tristezza t'ho guardato.
È stato gettato lì
come una cosa inutile
senza alcun prestigio e senso
come un rifiuto.
Ai tuoi odorosi fratelli penso,
dai duplici petali,
coi colori così vividi, smaglianti,
come arcobaleni.
Penso alle serre profumate
ai fiori di lusso,
alle tante orchidee pregiate,
come bocche voraci.
Penso ai soavi fiori di campo
modesti e gentili
simili all'ingenuità d'un bimbo
che sorride.
A i nivei, immacolati fiori, penso
degli alti monti
così solitari eretti verso i l Cielo,
puri, incorruttibili.
Non temere, anche i bei fiori di lusso,
appassiranno
e rigettati saranno
in luridi luoghi.
Quando tu, mio piccolo e grande fiore,
sul gambo ti curverai
in una serica carta t'avvolgerò
e sempre riposerai.
T i guarderò ogni tanto
con piccole lacrime
e tanta nostalgia e tristezza
ed un dolce sorriso.
La brutale società ed i l mondo
gli umili fiori
impietosi, incoscienti calpestano,
ma il mio fiore non perirà.

 

 

 

L' ultimo verso di questa poesia è l'iscrizione che compare  sulla piccola lapide a ricordo di Bianca Pavin nel cimitero della Certosa di Bologna.

 

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